giovedì, 12 novembre 2009
Diario di Severus Piton
12 Novembre 2oo9
Hogwarts, Ufficio - h 22.44

Continuo a trovarmi biglietti sotto la porta. Coloro che si definiscono le "mie serpine" a quanto pare osservano ogni mia mossa giacchè non riesco proprio a trovarmi in ufficio nel momento in cui lasciano i loro scritti. Che abbiano un programma dettagliato della mia giornata tipo?
Il secondo biglietto è arrivato dopo pranzo, il terzo ancora dopo il tè con i colleghi. In fondo non è nulla di male, forse non dovrei nemmeno preoccuparmene. Non è la prima volta che mi capita qualcosa di simile ma la mia reazione è sempre la stessa. Detesto che i miei pensieri possano essere tanto palesi da indurre qualcuno a darmi sostegno.

Mi sono osservato un po' intorno sia a lezione che in Sala Grande per tentare di scorgere sul volto di una delle mie studentesse la complicità in quanto sta accadendo. Ma è stato inutile. E inoltre... perchè dovrei escludere la possibilità che si tratti di uno scherzo? Potrebbe essere qualcuno di un'altra Casa. Per un istante ho perfino pensato che potrebbe essere Silente. Quel vecchio si è sempre divertito un mondo a mettermi in difficoltà con i suoi giochetti.

Ma che servirebbe saperlo? Farei finta di nulla come ho sempre fatto.
Devo smetterla di pensarci. Ormai siamo a novembre inoltrato. Fra qualche settimana Vitious e Gazza inizieranno ad addobbare Hogwarts come fanno ogni anno. Il mio malumore peggiora sempre in quel periodo ma quest'anno è peggiorato prima: Vitious dice che se la sua raucedine non svanisce si vedrà costretto a delegare a qualcun altro il suo compito come direttore del coro. Il fatto che sia venuto di proposito a dirmelo (come se a me importasse qualcosa) mi incute qualche timore.
Sarà meglio che gli prepari qualcosa di efficace.

Severus



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martedì, 10 novembre 2009
Diario di Severus Piton
10 Novembre 2oo9
Hogwarts, Ufficio - h 22.23

Ho il vago sospetto che i miei pensieri siano diventati di dominio pubblico. Eppure non credo di essermi tradito. Non nego di avere spesso la testa altrove ma ho tenuto il comportamento di sempre. Niente di strano, quindi, le solite scaramucce con Minerva, Silente sempre fra i piedi, togliere punti ai grifondoro e punzecchiare Potter, le lezioni... eppure... bah, inutile far finta di nulla. Stasera, mentre rientravo in ufficio dopo il consueto té delle cinque in sala insegnanti, ho trovato sotto la porta un biglietto. Piccolo, verde con la scritta rossa.

"Si faccia forza, prof!
Le sue serpine"

La prima reazione è stata di rabbia. Detesto che si intuiscano i miei stati d'animo. Sono solo affar mio. C'è già Silente che ficcanasa dove non dovrebbe. Ma poi, riflettendoci, mi sono reso conto che sotto sotto l'unica cosa che sento è tristezza. Non capisco se sia dovuta ancora all'anniversario appena trascorso, alle parole del biglietto o ad entrambe.
Non lo so e forse neanche mi interessa. Vorrei solo spegnere tutto, almeno per un istante. E non sentire più nulla.

Severus


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mercoledì, 04 novembre 2009
Diario di Severus Piton
4 Novembre 2oo9
Hogwarts, Ufficio - h 21.18

E anche quest'anno è passato. Se il dolore si sentisse unicamente in quel giorno sarebbe tutto più semplice. La verità è che per me, ancora oggi a distanza di anni, ogni giorno è come quel 31 Ottobre.

Comunque... la vita prosegue. La scuola prosegue. Grazie al cielo. Un giorno quando sarò troppo vecchio per insegnare ancora (o se farò l'ennesimo passo falso) vivere sarà ancora più dura. Non posso dire che studenti e colleghi riescano a cancellare i brutti ricordi, nè tantomeno i sensi di colpa. Ma almeno mi impediscono di lasciarmi sopraffare dalla depressione.

L'anniversario è trascorso nel modo più semplice e tranquillo. Ho lasciato Hogwarts all'alba e mi sono diretto alla vecchia scuola elementare. Era tutto cambiato, ovviamente, lo è da anni ma non ha importanza. Vedo ancora il vecchio cortile con le altalene dove ora c'è il negozio di videogiochi. Nel pomeriggio mi sono deciso ad andare al cimitero e per mia fortuna ho notato Harry in tempo. Così mi sono allontanato. Sembravano trascorsi solo pochi minuti ma quando mi sono alzato dalla panchina il sole era già tramontato. Harry non c'era più e ho potuto restare solo con lei. Maledizione, solo proprio no. Potter è sempre lì, sempre in mezzo così come lo era in vita.

Odio ogni singolo giorno che mi separa dalla morte di Lily, è come se il trascorrere del tempo implicasse il dimenticarla. La sua immagine è indelebile nella mia memoria ma vivo col costante timore che un giorno svanisca. Avrei bisogno di sfogarmi, ma... forse ho dimenticato come piangere.
E' talmente ingiusto che io sia ancora qui.

Severus


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venerdì, 30 ottobre 2009
Diario di Severus Piton
30 Ottobre 2oo9
Hogwarts, Ufficio - h 21.28

Per l'ennesimo anno (ormai non ne tengo più il conto) questo giorno è arrivato. Ne sento gli effetti già oltre un mese prima. E' impossibile non pensarci, più passa il tempo più i sensi di colpa si fanno  insopportabili. Trascorro le serate a correggere i compiti, a leggere, a scrivere nemmeno so cosa. Tutto per sfidare il sonno e impedire di cedere agli incubi.

Se solo...

Per fortuna quest'anno cade di sabato. Potrò evitare Hogwarts per tutto il giorno e fare ogni cosa con ordine e spendendo il tempo che merita. Partirò presto domani, all'alba. Non ci metterò molto a raggiungere Godric's Hollow... e magari non ci sarà nessuno al... ma no, che stupido. Ci sarà lui.

Se solo fossi...

Non lo sopporto. Ho dovuto dividerla già con il padre, quell'idiota... hai vinto, Potter, morire è stato il modo migliore per battermi, per farmi sentire in colpa per tutta la vita. Non mi hai dato modo di controbattere, di sconfiggerti almeno una volta.

Se solo fossi stato...

D'accordo. Aspetterò. Aspetterò che lui se ne vada via con i suoi amichetti. E poi finalmente sarò solo con lei.

Se solo fossi stato là quella notte.

Severus


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martedì, 15 settembre 2009
Diario di Severus Piton
13 Settembre 2oo9
Hogwarts, Ufficio - h 21.28

Le cose vanno un po' meglio. Il programma scolastico si è ormai avviato. Le lezioni, i soliti battibecchi con Minerva per il calendario di Quidditch, le riunioni dell'Ordine... dimentico sempre come è diverso bere il tè delle cinque in Sala Insegnanti con i colleghi. Niente a che vedere con quello che bevo da solo a casa o in ufficio. Di solito non partecipo alla conversazione ma quando è presente Silente non riesco mai ad evitare di finire al centro dell'attenzione. Odio che interferisca con i miei stati d'animo. Vorrei che mi ignorasse, come fanno gli altri. Anche se a quanto pare il loro silenzio è semplicemente dovuto alla paura della mia reazione. Quando Silente attacca ognuno di loro si sente abbastanza coraggioso da dire la sua.
"Prenditi un animaletto, Severus. Non immagini quanto mi sia di aiuto Thor".
Figurarsi! Hagrid ha avuto la malsana idea di propormi uno dei suoi "animaletti", nell'ordine: uno snaso, una puffola pigmea, un vermicolo. Non credo neanche di avergli risposto.
"Ti serve un hobby" ha proposto Minerva.
Un hobby? Non ne ho uno dai tempi della scuola.

Severus



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giovedì, 10 settembre 2009
Diario di Severus Piton
10 Settembre 2oo9
Hogwarts, Ufficio - h 23.38

L'anno scolastico è ricominciato.
Come ogni anno l'estate è trascorsa, lentamente. Come ogni anno il desiderio di tornare qui mi ha bruciato, logorato dentro. Lentamente. Trattenuto a forza mentre gli studenti si riversavano nella Sala Grande. Nascosto dietro il solito volto, la solita espressione.
Sono stanco. Ora capisco il dolore che provava mia madre. Comprendo quanto sia difficile convivere con il gelo. E non posso impedirmi di prendermela per questo, perchè lei aveva avuto la possibilità di scegliere. Io no. Mia madre ha scelto il gelo.

Se solo... se solo anche lei lo avesse scelto. Ma no. Io sarei cambiato. Per lei, per me. Non sarebbe stato uno sforzo. Sarei cambiato così, naturalmente. Come l'inverno muta in primavera.

Odio non aver avuto scelta. Odio che lei mi abbia abbandonato qui.
Odio me per non essere stato ciò che lei desiderava.
Odio me per non averla salvata.

Se solo avessi conosciuto quell'indirizzo. Se solo avessi avuto il coraggio di fermare il mio Signore.
Se solo avessi avuto il coraggio di cambiare.
Se solo le avessi detto...

Qualcosa è cambiato.
Le giornate proseguono come sempre. Lezioni... il solito tè delle cinque con i colleghi in Sala Insegnanti, la cena in Sala Grande. Qualche sporadica riunione dell'Ordine. Mi muovo continuamente eppure la mia mente è sempre chiusa nell'ufficio. Spenta, vuota... come morta.

Severus


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giovedì, 27 agosto 2009
Diario di Severus Piton
27 Agosto 2oo9
Hogwarts, Ufficio - h 23.03

Della mia vacanza estiva nel Lancashire non resta traccia che una mezza pagina di questo diario. Ora che sono tornato a Hogwarts è come se non ci fossi nemmeno andato. Alla fin fine ho trascorso il mio tempo nel medesimo modo in cui lo avrei trascorso a Spinner's End. Certo le passeggiate sulla spiaggia sono state un ottimo diversivo ma... erano un po' irreali. Adesso hanno il sapore di un sogno.

Ho terminato il programma del nuovo anno. Anzi, lo avevo già compilato prima di partire per il Lancashire, in giugno. Ho solo dovuto rileggerlo. Più per scacciare la noia che per altro. Sono consapevole dell'assurdità dei miei pensieri (forse solo Silente coglierebbe la logica del mio discorso) ma attendo con impazienza il ritorno degli studenti. Amo Hogwarts ma senza di loro, senza le loro voci e il caos che solo un branco di adolescenti con gli ormoni in festa saprebbe scatenare... Hogwarts è solo tristezza allo stato puro. Percorrerne i corridoi silenziosi mi fa pensare a quando la magia di questo posto finirà. Perchè un giorno finirà. Non so se sia una paura o un presentimento. Ma è una eventualità che non riesco a togliermi dalla testa.

Severus


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domenica, 23 agosto 2009
Diario di Severus Piton
23 Agosto 2oo9
Blackpool, Lancashire - h.16:53

E' l'ultimo giorno. Aspettavo con ansia il ritorno ad Hogwarts eppure so che questo posto mi mancherà. Non sono riuscito ad escludermi completamente dal mondo (Silente è riuscito a trovarmi anche qui) ma sono stato bene. E' stata una fortuna trovare una casa in affitto in questo periodo dell'anno, soprattutto se penso di averla cercata all'ultimo momento.

Non so cosa mi è preso. Stavo ritirando la mia roba nel baule mentre dal cortile mi arrivavano le voci degli studenti e ho pensato che trascorrere l'ennesima estate a Spinner's End non mi avrebbe giovato. E' probabilmente la seconda vacanza che mi concedo nella vita ma non sono riuscito, neanche questa volta, a viverla per quello che era. Continuo a pensare a quando lascerò Hogwarts. A quando sarò troppo vecchio per insegnare ancora... a quando gli strafalcioni dei miei studenti potranno davvero causarmi un infarto. So che mancano ancora molti anni, il doppio di quelli che ho vissuto fino ad ora... forse di più ma... ci penso. Ci penso e non riesco a liberarmene. Ci penso mentre il mondo e il tempo mi scorrono davanti.

Ora mi rendo davvero conto che, pur non essendoci mai entrato, io vivo fra le mura di Azkaban. Forse ci sono nato. Forse per questo Silente ha garantito per me risparmiandomi la prigione. Sapeva già tutto. E' difficile pensare che lui non conosca tutto. Mi è arrivata la sua lettera due settimane fa. Nessun rimprovero ma leggerla mi ha fatto sentire come uno colto con le mani nel sacco. Ma non avevo voglia di giustificarmi, perchè avrei dovuto? Non ho detto niente a nessuno, e allora? Gli ha forse impedito di trovarmi? La prossima estate dovrò allontanarmi di più.

A volte ripenso a Gilderoy e quasi lo invidio. Povero idiota. Nella sua pazzia non potrà mai rendersi conto del tempo che passa, della morte che si avvicina, del mondo che cambia. Del luogo che ama di più al mondo e da cui, un giorno, verrà escluso.

Questo posto mi mancherà. La stanza è piccola e cupa ma accogliente. Vedo il mare dalla finestra, sotto un cielo plumbeo. Il vento soffia come se volesse portare via tutto.

Severus


Maledizione scagliata da Sev alle 17:09
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giovedì, 16 aprile 2009

Diario di Severus Piton
16 Aprile 2oo9
Ufficio, h 12:37

Non avrei dovuto tornare a casa ieri sera. Non so neanche perchè ci sia andato. Ero convinto di dover prendere qualcosa, fare qualcosa ma ora che cerco di ricordare non mi torna alla mente nessun valido motivo. Detesto pensare che quanto ho ritrovato, dopo anni, sotto cumuli di polvere, mi avesse in qualche modo richiamato, da miglia di distanza. Inducendomi a tornare a casa per riaprire un vecchio ricordo, una vecchia ferita.

Davvero, non le ricordavo? O forse sì ma mi sforzavo di cancellare la loro esistenza. Non so perchè. Forse per vergogna, nonostante la morte di Lily mi comporto ancora come se lei fosse qui e potesse vegliare... no, controllare ogni mia mossa. Pronta a farmi pesare, ancor più della mia coscienza, ogni mio vacillo. O forse per orgoglio. E' durato poco ma tanto basta. Anche quella volta, con lei non sono stato in grado che combinare che guai. Sì, è questo il motivo. Cosa importava di Lily? A lei cosa importava di me? A quel punto, ormai... e fu questo a complicare tutto. Ora, a distanza di anni, rileggendo quelle lettere nascoste dietro la libreria, lo riconosco. Riconosco prima di tutto di non averle dimenticate, ho sempre saputo che erano custodite là dietro ma non è mai stato difficile resistere alla tentazione di riprenderle in mano. Perchè ieri sera non ha funzionato? Lei mi tornava alla mente, qualche volta, ma cancellavo la sua immagine così come si scaccia un moscerino fastidioso. Non volevo ricordare. Perché ieri sera è stato diverso?

 

Ho riletto quelle lettere, rivisto quelle foto. Sorrideva sempre. E non si arrendeva mai. In questo ci somigliavamo ma lei era molto più ottimista di me anche se… entrambi siamo stati sfortunati a non avere ciò che desideravamo. Ricordo di quando la incontravo nei corridoi, in Sala Grande, in biblioteca. Ricordo di quando mi faceva scivolare nella tasca del mantello l’ennesima lettera o fotografia. Rileggerle fra uno stranissimo effetto e vorrei davvero ricordare le mie risposte, poche per la verità. Le avrà stracciate, perdute o nascoste.


Non posso fare a meno di chiedermi se la mia vita sarebbe stata diversa se fossi stato più forte, se le avessi creduto. Se avessi pensato che non tutto era perduto, che potevo essere felice. Rincorrevo un sogno che mi sfuggiva continuamente dalle mani e credevo che nessun altro sogno potesse essere altrettanto felice. Era questa convinzione che mi spingeva a cancellare, scappare da ogni altro sogno. Che stupido.

Mi chiedo se lei mi manchi ma non trovo una risposta. O forse non voglio trovarla. Mi chiedo dove sia, se mai la ritroverò. O forse ci siamo già incontrati da qualche parte, ad Hogsmeade o Diagon Alley ma siamo entrambi talmente cambiati da non esserci riconosciuti. O forse lei ha riconosciuto me ma, memore delle mie ultime parole, ha preferite restare nascosta. Esattamente come le lettere e le sue fotografie.

Severus



Maledizione scagliata da Sev alle 13:00
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