Diario di Severus Piton
21 Febbraio 1997
Hogwarts, Ufficio h. 20:45
Lucius ha chiesto di vedermi. Sapevo che dietro il suo invito ad una cena tra amici si nascondeva qualcosa di serio e, del resto, il post scriptum al fondo della sua lettera lasciava poco spazio all'immaginazione: "Narcissa sarà fuori".
Per un attimo, non lo nego, ho desiderato di ritrovare il vecchio dongiovanni di tanti anni fa. Era così esasperante frequentare Lucius durante le sue scorribande serali che a quel tempo avrei dato qualsiasi cosa per restare a casa solo. Qualsiasi prospettiva era decisamente più allettante.
E ora invece... mi ritrovo a sentire nostalgia per quel periodo. Strano a dirsi ma l'Oscuro al potere mi incuteva molto meno timore. Mi rendo conto che Lucius non ha neanche un briciolo delle capacità che aveva il nostro Signore eppure... so quanto possa essere avventato, amante del rischio e disposto a tutto pur di raggiungere i propri obiettivi. E' meno prevedibile.
Io del resto ho trascorso gli ultimi giorni sentendomi lontanissimo da chiunque. Non posso nascondere che il sogno di qualche notte fa non sia svanito dai miei pensieri. Ho visitato la tomba dei Potter la scorsa domenica approfittando della partita di Quidditch per scappare dalla solita caotica Hogwarts.
Lucius se n'è accorto, non sono mai riuscito a nascondergli nulla...tranne, evidentemente, il mio doppiogiochismo. Ed è sicuramente meglio che indovini i miei sentimenti piuttosto che le mie intenzioni.
Non ho mai sopportato i suoi interrogatori, neanche da ragazzi figuriamoci da adulti.
Lucius ha dapprima scherzato, di fronte al mio silenzio, com è sua abitudine. Ma poi ha assunto un'espressione seria "Possibile che tu sia ancora innamorato di lei, Severus?". "Ancora" ho risposto.
Eppure la cena di ieri sera si è conclusa senza discorsi sulla condizione di noi mangiamorte temporaneamente disoccupati. Dovrei preoccuparmi ?
Severus
Diario di Severus Piton
7 Febbraio 1997
Hogwarts, Ufficio h. 20:30
L'ho sognata. Non accadeva da anni.
Ho rivisto quel luogo, ai margini del bosco, ora così spoglio. L'ho rivisto come quella notte...la casa ridotta in macerie. Ma lei era viva. Mi è bastato vederla per fermarmi. Correvo, come quella notte, col timore di non arrivare in tempo. Perchè sapevo, questa notte sapevo, che l'avrei ritrovata sotto le macerie...priva di vita. Il ricordo di lei mi brucia tanto che non riesco neanche a scrivere il suo nome, lo dico solo a me stesso. Perchè a volte la sopportazione raggiunge un limite e sento di dover chiamare il suo nome.
Ma questa volta lei era viva. Circondata dalla casa ridotta in cenere, mi aspettava.
Non ho udito nessun pianto. Lei era viva ed Harry non c'era. C'era solo lei, il resto era svanito, distrutto. Forse non era mai esistito. In quel sogno lei era viva. Ed era mia.
Mi è bastato vederla per fermarmi. Avrei dovuto correrle incontro e non l'ho fatto.
Severus
Diario di Severus Piton
9 Gennaio 1997
Hogwarts, Ufficio h. 9:04
Un altro compleanno. Mi auguro di tutto cuore che i miei colleghi abbiano finalmente recepito il messaggio: niente auguri, niente regali, niente di niente. La colazione si è svolta come tutti gli altri giorni ma la giornata è ancora lunga. Sicuramente qualcosa fuori dalla porta lo troverò...ma potrebbe andare peggio. Odio trovarmi davanti qualche studentessa dell'ultimo anno a porgermi un pacchetto. Preferirei che studiassero di più. Ma in questo giorno pare che perfino le mie studentesse peggiori dimentichino il disappunto che mostro ad ogni lezione.
Ho un'ora libera, fino alle 10, ed è un pericolo restare qui in attesa di quei regali che non vorrei assolutamente ricevere. Ad essere sincero, le uniche notizie che mi aspetto sono di Myra Lanart, la mia ex-studentessa. Da quando ha lasciato Hogwarts ci sentiamo così di rado...
Ancora 15 ore al termine di questa giornata. Un altro compleanno. Un altro di quei numerosi giorni che vorrei cancellare dal calendario.
Severus
Diario di Severus Piton
25 Dicembre 1996
Hogwarts, camera, h 9:51
Una notte insonne...
Ciò che ci voleva per farmi detestare ancora di più questo giorno. C'è di buono che qui a Hogwarts il Natale non diffonda l'ipocrisia che solitamente questa festa porta con sè. I Serpeverde e i grifondoro continuano ad ignorarsi reciprocamente e almeno questo, per me, è un sollievo.
Deve essere qualcosa che ho mangiato ieri sera. Troppo pasticcio di carne, ecco tutto. E probabilmente ho anche sbagliato qualcosa nella pozione. Stavo troppo male. Ho atteso l'alba con trepidazione, impaziente di alzarmi dal letto e iniziare la giornata. Non che mi intusiasmi questo giorno, come ho già scritto, ma stare a letto senza avere sonno è lacerante.
Come sempre in questo periodo, gli abitanti di Hogwarts si sono dimezzati. C'è una strana quiete nonostante qualche gruppo scomposto di studenti corra in continuazione da un'ala all'altra del castello. E perfino io sono talmente rintronato da tutto da non riuscire ad aprir bocca. Per lo meno il mal di stomaco si è alleviato. Sono indeciso se andare a colazione. Sicuramente non potrò mancare al pranzo, Silente verrebbe a prelevarmi dall'ufficio e arrivare "a quel modo" sarebbe denigrante. Per tutti i gargoyles....e stasera c'è anche il ritrovo a Grimmauld Place. Perfino il mal di stomaco è meglio...
Severus
Diario di Severus Piton
20 Novembre 1996
Hogwarts, Ufficio, h 12:47
Ho lasciato i colleghi in Sala Grande, senza terminare il pranzo. Non ho lezione nel pomeriggio ed è la prima volta che questo mi rammarica. Avrei proprio bisogno di tenere la mente occupata per mettere da parte i pensieri che nell'ultimo mese mi hanno logorato.
Il ritorno a Hogwarts è stato...come risvegliarsi da un sogno. Non v'era nulla nel comportamento di Silente che suggerisse la delusione o la soddisfazione di un viaggio andato a vuoto. Dell'assenza di notizie. A meno che io sia il solo all'oscuro di ciò che sta accadendo e non nascondo che, col trascorrere dei giorni, questo timore ha quasi assunto l'aspetto di una certezza. Le giornate trascorrono serene tra una lezione e l'altra, una riunione dell'Ordine e una del consiglio scolastico. Tra un tè preso in Sala insegnanti e uno in Ufficio, in compagnia di me stesso. E' come se il Signore Oscuro e il suo periodo di terrore non fossero mai esistiti. Hogwarts è rimasta immersa in un'aura dorata e solo lo spegnersi dei colori autunnali ha lenito questa atmosfera. L'inverno è ormai alle porte e si preannuncia il più gelido degli ultimi dieci anni.
L'Ordine. Le riunioni sono sempre piuttosto frequenti ma sinceramente mi interrogo sulla loro utilità. Non si fa altro che stare seduti nel salotto a chiacchierare del più e del meno mentre Molly fa avanti e indietro dalla cucina per portare tè caldo e biscotti o per chiedere pareri sulla cena. Sì, ormai casa Black è diventata la mia seconda casa... in un altro momento avrei rinunciato ad una simile ghiotta opportunità per restare a Hogwarts nel mio ufficio. Ma il comportamento di Silente mi preoccupa e preferisco non perdermi la possibilità di capire cosa sta succedendo. L'unica novità è che Sibilla è entrata ufficialmente nell'Ordine. A dire la verità ne faceva già parte, se non ricordo male la sua nomina è stata concomitante al mio arrivo nell'Ordine. Ma si è sempre vista raramente a Grimmauld Place e ora ha deciso di mettere a nostra disposizione la sua Vista. Silente ha molto apprezzato e ha festeggiato con un brindisi, Minerva aveva un'espressione scettica (ce l'ha sempre quando si tratta di Sibilla) ma non ha detto nulla. Da parte mia trovo irrilevante la presenza di Sibilla nell'Ordine anche se a quanto ho visto rallegra l'animo degli altri commensali...ma non il mio che preferirei non assistere a certi spettacoli da circo quando mangio.
Severus
Diario di Severus Piton
7 Ottobre 1996
Hogwarts, Ufficio, h 16:32
Sono tornato a Hogwarts la notte scorsa. Per me l'anno scolastico è iniziato più tardi del solito, un mese per la precisione. Non so neanche perchè. Questa volta ho eseguito le indicazioni di Silente senza capire il perchè di ciò che stavo facendo. Gli ultimi giorni precedenti all'inizio della scuola sono stati molto sereni: non avevo più avuto notizie di Lucius e il mio temporaneo trasferimento si faceva via via più sfocato. Fu per me una doccia fredda sentire Silente annunciare, all'ultima riunione dell'Ordine, che sarei stato sotituito da Remus per le prime lezioni di Pozioni. Non ho neanche avuto tempo di passare un attimo da casa, sono partito subito, quella notte stessa. Ho trascorso un mese a Portsmouth, nell'Hampshire, nell'attesa che Silente mi desse maggiori informazioni. Informazioni che non sono mai arrivate. Ho trascorso gran parte dei giorni a passeggiare lungo la costa, osservando le navi che entravano e uscivano dal porto e qualche turista sulla spiaggia incurante della debole pioggia che picchiava sul mare. Ha piovuto quasi ogni giorno.
Quando è arrivata la lettera di Silente, venerdì scorso, che annunciava il mio ritorno a Hogwarts non ho perso tempo. Sinceramente, sono sempre pronto a servire Silente e a rinnovargli ogni volta che mi è possibile la mia gratitudine per avermi concesso una seconda possibilità. Però a volte vorrei davvero che i suoi ordini non mi sembrassero così assurdi.
Almeno Hogwarts non è cambiata e in questi ultimi giorni di sole, mentre i deboli raggi la illuminano, mi sembra ancora più fondamentale per me. So che un giorno finirà tutto questo...forse solo per me. O forse per tutti. Mi auguro solo che accada il più tardi possibile.
Domani torno a lezione e se da una parte è una rassicurazione dall'altra è un timore. Quanto sarà sceso, nel corso delle vacanze, il rendimento scolastico? Io stesso mi consolo ogni anno pensando che più in basso di così non si può scendere ma gli studenti riescono ogni volta a stupirmi. Remus poi non è mai stato una cima a Pozioni... sarebbe già tanto se avesse fatto un ripasso del programma. Ma cosa mi illudo? Avrà insegnato come si prepara un'ottima cioccolata in tazza.
Severus
Diario di Severus Piton
11 luglio 1996
Hogwarts, Ufficio, h. 13:45
Ho mangiato velocemente un boccone, in Sala Insegnanti, con i colleghi rifiutando l'invito di Silente a prolungare la compagnia prendendo i sorbetti in giardino. Eppure ho già sistemato tutto da un paio di giorni: non mi resta che fingere per restare ancora un po' ad Hogwarts. Da ragazzo mi sembrava un ostacolo insormontabile quello di stare lontano da Hogwarts per due mesi. Essere un insegnante porta alcuni vantaggi: i due mesi diventano solo un mese e mezzo. Una ben magra consolazione a cui però mi aggrappo inevitabilmente ogni anno.
Negli ultimi giorni non è cambiato nulla: le riunioni dell'Ordine, le riunioni dei Mangiamorte e Lucius sempre più convinto nelle sue intenzioni, la fine degli esami, la partenza degli studenti... Tuttavia guardo ogni cosa con occhi nuovi. Non è la prima volta che torno sui miei passi, che rinnego una scelta per fare quella opposta ma ora mi sento...sereno, sì credo sia il termine corretto. E' come se sapessi di aver finalmente cancellato ogni dubbio e di aver fatto la scelta migliore per me. E per tutti. Ciò non cambia la realtà che mi circonda ma è un sollievo. Stasera ci sarà la solita cena di fine anno per gli insegnanti e Silente ha tanto insistito perchè si tenesse a Grimmauld Place 12. Approfitterò dell'occasione per parlargli. Mi rendo conto di non saper da dove iniziare: non posso dirgli che, nonostante io gli abbia dato piena fiducia anni fa, io sia stato logorato dai soliti dubbi fino ad un mese fa. Non posso anche se ho il presentimento che lui già lo sappia. Sono stato sempre un libro aperto per Silente.
Severus
Diario di Severus Piton
10 giugno 1996
Hogwarts, Ufficio, h. 20:31
E' assurdo come una persona possa vivere trent'anni nel solito dubbio...per poi accorgersi di avere sempre avuto la risposta davanti agli occhi. Solo che io non volevo vedere. Forse per me era una situazione di comodo oscillare da una parte all'altra, per sentirmi meno in colpa con entrambi gli schieramenti. Ma è servito davvero? So che questa volta non tornerò indietro, niente potrà convincermi a tornare sui miei passi. Questa volta sarà davvero una scelta indelebile, esattamente come il marchio.
Non è stato tutto così repentino. Nelle ultime settimane ho dovuto frequentare molto Lucius e gli altri. Le riunioni dei mangiamorte si sono intensificate e non senza motivo. Lucius è ormai accecato dal potere, è seriamente convinto di poter sostituire il Signore Oscuro. E rendere palese il mio disaccordo è solo servito a discutere. E' penoso rinunciare a farlo ragionare e poi trovarsi davanti Narcissa in lacrime. Capisco le sue motivazioni e non la biasimerò se farà davvero ciò che mi ha confidato. Vorrei almeno che Draco terminasse gli studi...prima. Ma del resto è figlio suo. Non mio. Io sono solo un insegnante.
Un insegnante. E' questo che sono. Nulla di più. O meglio...vorrei con tutto me stesso non essere altro. La vita a Hogwarts è così intensa da non lasciare il posto ad altro. Particolarmente in questo periodo di esami. Eppure andare quasi ogni sera alle riunioni dell'Ordine è rassicurante. Soprattutto ora che riconosco la scelta giusta da fare.
Ho sempre ritenuto Hogwarts la mia vera casa, la luce. Ma ho sempre temuto di non meritarmela, di non riuscire ad essere degno...quando i vecchi ricordi riaffioravano spingendomi a desiderare la notte, osservata da dietro una maschera. Una protezione per ogni rancore che volessi sfogare. So che queste emozioni faranno sempre parte di me. Vorrei solo convincermi di potermi meritare quella luce. Nonostante tutto.
Severus
Diario di Severus Piton
18 maggio 1996
Hogwarts, Aula di Pozioni h. 00:03
Tra meno di un mese tornerò a casa. Gli ultimi giorni sono stati pesanti per via degli esami...la prospettiva di un'intera estate di tranquillità e solitudine dovrebbe rasserenarmi? La fine dell'anno scolastico non è mai stata motivo di gioia per me. Ogni volta, da quando avevo 11 anni, mi assale il medesimo timore. Col trascorrere del tempo ho imparato a convincermi che Hogwarts non può morire. Ciò non ha impedito a quell'orribile pensiero di ripresentarsi ogni anno con l'avvicinarsi dell'estate.
Da ragazzo temevo che tornando a casa non avrei più messo piede a Hogwarts. Mio padre avrebbe potuto impedirmelo. Ma ora, che motivo ho di dubitare sul mio ritorno?
Il silenzio di Lucius e degli altri mi ha dato modo di prendere tempo e rimandare la scelta. Quella maledetta scelta. Avrò ancora modo di tornare sui miei passi? Talvolta mi auguro che non mi si presenti più la possibilità di scegliere. Per me nulla è più importante di Hogwarts ma da qualche parte, dentro di me, risiede sempre il bisogno di essere un mangiamorte. E' impossibile aprire una finestra e inspirare la brezza notturna senza avvertire il brivido che sentivo quando mi calavo la maschera sul viso. E devo ammettere a me stesso di averci pensato anche nei miei momenti migliori... quando Hogwarts, per esempio, era in festa. Da ragazzo e da uomo. Sempre.
Cosa è cambiato da allora? Sono più vecchio, ovviamente. Obiettivamente, credo di aver accentuato i miei lati negativi. Di lati positivi non penso di averne mai avuti. Silente direbbe il contrario e ha davvero tentato di convincermene. Sebbene sia una delle due persone a cui io tenga di più non posso credere ad ogni sua parola. Myra non ha avuto più fortuna di Silente.
In cosa sono cambiato? Ricordo quanto fosse emozionante, da ragazzo, correre nella notte con i miei compagni. Ci confondavamo tra le ombre prima di mostrarci con le bacchette levate, prima di colpire. Prima di uccidere.
Il tempo ha alleviato quell'emozione. I continui ripensamenti, le scuse, la vergogna, il dubbio...ormai quell'emozione non può tornare quella di prima.
Solo Hogwarts non è cambiata. Brilla sempre della medesima luce...quando la guardo è come se gli ultimi 25 anni non fossero mai esistiti.
Severus
Diario di Severus Piton
11 aprile 1996
Hogwarts, Aula di Pozioni h. 11:02
Mai avrei creduto di provare sollievo per un motivo simile. Le giornate si stanno allungando, il chiarore e la freschezza della sera si concedono per sempre più minuti in questi giorni. E' una sensazione di serenità che non assaporavo da tempo. Forse anche motivata dal fatto che in questo ultimo mese non ci sono novità da entrambe le parti. Non so se questa insolita tranquillità sia dovuta alla segreta preparazione di un grande piano da parte dei miei compagni mangiamorte. Non sento Lucius da molto. Le riunioni dell'Ordine proseguono ma senza preoccupazione. Al numero 12 di Grimmauld Place i membri dell'Ordine entrano ed escono senza allarmismo. Solo per scambiare quattro parole o per cenare insieme. Almeno così dice Minerva, io evito accuratamente di metter piede in quella casa a meno che non sia proprio necessario.
Al termine delle lezioni pomeridiane mi ritiro come d'abitudine nel mio ufficio per un tè preferendo qualche attimo di solitudine alla compagnia dei miei colleghi riuniti nella Sala Insegnanti. Ma ieri, con la scusa di dovermi recare alle Serre per fare scorta di madragora, mi sono concesso una passeggiata nel giardino. Da lontano mi arrivavano le voci degli studenti riuniti sulle sponde del lago, intenti a godersi una sensazione che perfino io associo a quella estiva. Tuttavia il mio animo non cambia, ancora mi stupisco di come io riesca a trovare del negativo in ogni situazione. Anche in questa serenità. Tra un paio di mesi terminerà l'anno scolastico e tornerò a Spinner's End. Una tranquillità del tutto diversa da questa. Qui a Hogwarts non c'è neanche il più flebile velo di angoscia.
Severus
Diario di Severus Piton
15 gennaio 1996
Hogwarts, Aula di Pozioni, h 11.33
Pessimo inizio di giornata. Sarò costretto a vietare il passaggio di gufi e civette nel mio ufficio. E' già abbastanza penoso e complicato vedersi affogare fra i propri dubbi e pensieri. E le persone che dicono di volermi aiutare non fanno altro, con le loro belle parole, che spingermi ancor più giù in quell'abisso senza luce. So di poter sbagliare, anzi credo di non aver fatto altro per tutta la vita. So cosa ho fatto, non lo dimentico. E so cosa farei, cosa vorrei fare se pensassi ai miei ricordi. Tutti, nessuno escluso. Mi basta pensare a mio padre...a quante volte, per causa sua, ho visto il sangue scorrere sul corpo di mia madre. A quei lividi...così colorati, come avessero le mille sfumature di un incatesimo. Faceva questo mio padre, senza magia. Aveva nello sguardo il potere di bloccare mia madre impedendole anche solo di pensare a scagliargli contro un incatesimo di difesa. Ma non è mai riuscito ad impedirmi di desiderare le maledizioni peggiori per lui. Per quel lurido schifoso inutile babbano.
Pensavo a questo quando diedi la mia fiducia al Signore Oscuro, pensavo a mio padre quando uccidevo qualcuno. Babbano o mezzosangue, Pensavo a quanto mi facesse schifo avere il sangue di mio padre nelle vene.
Non sono cambiato. Posso fingere di essere diverso ma non posso ingannare il mio istinto.
E' la terza notte che trascorro insonne a causa di quel sogno. Sempre il medesimo. E' notte, attraverso il cortile lasciandomi Hogwarts alle spalle. Mi volto un istante a guardare ciò che lascio, consapevole della felicità che racchiude quel luogo e della sopravvivenza che trovo nel luogo in cui andrò. La rabbia e i ricordi riaffiorano e nessuna felicità riesce a cancellarli ma solo...nasconderli momentaneamente. So che è così, è un meccanismo dal quale non posso scappare. So che non ho vie di fuga. Infatti indosso la maschera e proseguo.
Non riesco a continuare il sogno. Nel momento in cui la maschera mi separa dalla brezza notturna mi sveglio di soprassalto e mi ritrovo immerso nei dubbi e nei sensi di colpa. Stanotte ho riletto le ultime lettere di Myra e Anna. Non ho risposto nel più gentile dei modi, lo riconosco. Ma vorrei che smettessero spontaneamente di scrivermi senza indurmi a pregarle di lasciarmi stare. Faccio così per poter accusare anche loro di avermi lasciato. Lo ammetto, perchè dovrei nasconderlo a me stesso? Eppure ciò non mi impedirà di provare dispiacere se non riceverò più le loro risposte.
"La lontananza da te e' una cosa che mi pesa sempre Severus e lo sai bene.
Ammetto di averne approfittato con gli auguri, ma sai che sono sinceramente tua amica.
Mi ha molto colpito quello che ti ha scritto la signorina Malfoy e, credimi, penso che tu l'abbia fraintesa.
Ma forse e' normale, per te, forse e' per colpa di quello che sei, di quello che hanno voluto che fossi, che non riesci a pensare che al mondo ci siano persone che si preoccupano per te, che soffrono, sentendoti infelice, che vorrebbero saperti sereno.
Io so che dentro di te, nascosto persino a se stesso, c'e' un Severus che capisce. So che la machera che hai costruito attorno a te e' resistente, ma, appunto, una maschera.
Un giorno, forse, scivolera' e allora capirai quello che io, la signorina Malfoy e, sono certa, molte altre persone, volevano dire.
Ti abbraccio, come sempre.
Myra"
"Iniziava con queste parole il mio messaggio di ieri, e purtroppo mi sono resa conto che tutto il resto è stato inutile. Sono stata, purtroppo, fraintesa.
Non ho mai parlato con Silente, se non per spiegargli i motivi del mio aver abbandonato la scuola. Allora il Preside se ne dolse, ma non si sentì di impedirmelo, sapendo che non avrei potuto in altro modo sfuggire a tutto ciò che il mio cognome comporta.
Tantomeno ho parlato con zia Narcissa. E' troppo succube di suo marito perchè io possa fidarmi di lei, anche se non ho mai smesso di volerle bene.
Mi ero semplicemente illusa che Lei sapesse ancora riconoscere la voce del cuore, la voce della vera amicizia, di un affetto disinteressato. Mi sono illusa di poterLe essere di conforto in quella che dai Suoi scritti traspare chiaramente come una fortissima lotta fra le due forze che hanno finora condizionato la Sua vita.
Non ho ricevuto nessuna imbeccata, nessun suggerimento, se non quelli che quotidianamente mi suggerisce il mio cuore quando penso a Lei, come non ho mai smesso di fare. Come non smetterò, comunque, di fare.
In questo momento provo solo tanta tristezza e tanta rabbia. Sento di odiare ancora di più i miei nemici, i miei parenti e tutti i loro degni compagni di scelleratezze, perchè se sono riusciti ad avvelenare anche una mente eccellente come la Sua, a fare di Lei una persona che non è più capace di accettare, di riconoscere la vera amicizia, allora davvero il loro potere è enorme.
Lei non ha affatto bisogno di svanire. Ha solo bisogno di convincersi che al mondo non esistono soltanto amicizie interessate, false, opportunistiche. Ha bisogno solo di credere che una persona lontana, non fosse altro che un ex studentessa insignificante, può mandarLe un messaggio di vero affetto, di stima, di rispetto, di fiducia, senza che dietro di esso si nasconda nessun secondo fine e nessuna macchinazione.
Se riuscirà a credere a questo, qualunque siano le decisioni che prenderà in futuro, sarà ancora e sempre il Professore che io amo e rispetto, l'uomo forte e coraggioso che ricordo con tanta nostalgia.
Se, al contrario, permetterà alla diffidenza ed all'amarezza di trionfare, allora davvero il Signore Oscuro, i Mangiamorte, gli odiosi Malandrini, quell'insopportabile Sirius, avranno vinto, avranno sconfitto una mente ed un cuore eccezionali.
Non lasci che questo avvenga.
Se il mio messaggio Le ha dato fastidio, mi dispiace. Le prometto che non La disturberò mai più in futuro. Ma continuerò a volerLe bene: questo, nemmeno Lei può impedirmelo.
Anna Malfoy"
Non sono cambiato. Forse è vero che esiste in me un lato buono, come continuano a sostenere Myra e Anna. Forse poteva esistere ma non ora. Quel lato è morto da tempo. Sepolto sotto tutto il rancore che provo e le colpe che macchiano la mia coscienza. Non riesco a sentirmi un uomo pulito. Nè posso dividermi dall'identità che mi ha accompagnato per anni. Quella maschera rappresenta tutto ciò che sono.
Severus
Diario di Severus Piton
9 gennaio 1996
Spinner's End, h 20.08
Anche questo è passato. Non aspiro a morire ma mi chiedo quanti giorni così sarò ancora costretto a vivere. Ho trascorso l'intera serata scorsa a studiare un piano di fuga che mi permettesse di essere presente alle mie lezioni per poi sparire dalla circolazione in ogni secondo vuoto. Tanto per cominciare avrei fatto a meno della colazione. E, diversamente dall'anno scorso, all'alba mi sono diretto in aula per chiudermi dentro. Evidentemente gli altri si aspettavano una simile mossa perchè con ben mezz'ora di anticipo rispetto l'ultima volta, si sono presentati alla porta del mio ufficio. Non ricevere risposta non li ha abbattuti e quel nanerottolo di Vitious ha proposto di proseguire le ricerche nell'aula di Pozioni. Per fortuna avevo già provveduto a chiudere con un incantesimo (mi sarei giustificato dicendo che era una semplice difesa dagli studenti che si professano ladri di pozioni nel tempo libero). Alla fine si sono diretti in cortile probabilmente con la speranza di trovarmi nascosto dietro un cespuglio. Ho aspettato pazientemente l'inizio delle lezioni approfittando del solito chiacchiericcio per togliere punti e assegnare punizioni. Pare che ormai tutti sappiano che oggi è il mio compleanno e di questo devo ringraziare Potter.
Tutto sommato le lezioni sono state tranquille, anche nel pomeriggio dopo le 2 ore per il pranzo che ho trascorso chiuso in aula. Alle 17 potevo finalmente tirare un sospiro di sollievo, tornare rapidamente in ufficio e prendere la metropolvere per trascorrere le ultime ore della giornata a casa.
Temo comunque che ciò che sono riuscito a risparmiarmi oggi dovrò sopportarlo domani, quando tornerò alle normali abitudini ma non sarà il mio compleanno quindi avrò tutti i diritti di mandare i colleghi al diavolo. Non ho potuto evitare i soliti bigliettini da parte delle studentesse dell'ultimo anno perchè fare una lezioni senza studenti è impossibile (ma l'ambiente risulterebbe senz'altro più silenzioso). Segretamente queste piccole cose riescono sempre a strapparmi un sorriso. Probabilmente perchè simili attenzioni femminili non le ho mai ricevute da ragazzo e ora, sebbene sia tardi, questi gesti sono una piccola consolazione. Inoltre sta diventando sempre più difficile esprimere una rabbia inesistente non appena un biglietto scivola sulla cattedra...
Mi è arrivata una breve lettera di Myra insieme ad una nuova confezione di pergamene. E' una chiara richiesta di scriverle di più e non le do torto. L'ho molto trascurata negli ultimi mesi. La lettera riportava a grandi caratteri gli auguri per un sereno compleanno. Myra sa che non potrei mai prendermela con lei e ne approfitta. Ma non mi dispiace.
La sorpresa è stata ricevere la lettera di un'altra mia ex studentessa, Anna Malfoy. Non so da dove abbia avuto certe informazioni dal momento che le sue scelte l'hanno allontanata dalla famiglia. Forse ha contatti con qualcuno del Ministero o dell'Ordine. Spero che le sue siano convinzioni frutto della fantasia tuttavia è andata pericolosamente vicina alla verità. E ciò mi allarma. So che Silente le aveva richiesto di tenersi in contatto con lui, forse hanno discusso di me. Ho riletto più volte la lettera e sinceramente, in un giorno come questo, l'ultima cosa che avrei voluto era sentirmi circondato dai dubbi dopo aver cercato di sfuggire dai colleghi.
"Mi creda, darei qualsiasi cosa per riuscire a farmi capire, per avere la certezza di non essere fraintesa. So che Lei, in parte giustamente, non attribuisce troppa importanza ai commenti spesso sconsiderati e puerili di noialtre studentesse, ma vorrei disperatamente che Lei mi credesse e fosse disposto ad accordarmi, non fosse che per qualche istante, la Sua attenzione.
Lei sa da quale maledetta famiglia io provenga, e sa anche che quella famiglia l'ho rinnegata, sacrificando posizione sociale, benessere economico e presunta rispettabilità. I miei zii e mio cugino Draco non pronunciano nemmeno più il mio nome. Non importa. So di aver fatto la scelta giusta, e so che questa scelta, quella di voltare definitivamente le spalle alla crudele ideologia dell'Oscuro, alle atrocità vigliacche e meschine dei Mangiamorte, a tutto il bagaglio di bassezze e di degradazione che appartiene a quell'utopia distorta che è il loro pensiero, questa scelta, dicevo, Lei è in grado di farla, ha in Lei il coraggio, la dirittura morale, la forza di compierla, una volta per tutte, definitivamente.
So che il passato Le pesa, e non poco. So che alcuni di coloro che oggi combattono il Signore Oscuro non sono esenti da colpe nei Suoi confronti, ma Lei non può e non deve permettere che il giusto risentimento nei loro confronti Le impedisca di compiere la scelta più giusta.
Non è vero che non c'è una risposta. La risposta è nella caparbia, ostinata cura che quotidianamente ha per Lei il Preside. Anche se a volte appare invadente e inopportuno, il suo è un atteggiamento dettato dall'assoluta convinzione che Lei, Professore, in fondo al Suo cuore sappia benissimo quale sia la scelta da fare. La risposta è in Hogwarts, quel luogo così onnipresente nei nostri pensieri, così opprimente a tratti, ma così difficile da dimenticare e da abbandonare, perchè in realtà esso è l'unica vera nostra casa. La risposta è anche nei Suoi colleghi, per noiosi e fastidiosi che a volte appaiono, ma la cui presenza un po' ingombrante spesso nasconde un sincero ed attento affetto (penso a Silente ed alla McGranitt); la risposta può essere persino in noi studenti, che saremo anche insopportabili e sfaticati, ma quando qualcuno di noi si impegna veramente al massimo, come la Granger, o come Lei sa che io ho sempre fatto prima che le circostanze mi allontanassero dalla scuola, allora possiamo anche offrire ai nostri professori qualche soddisfazione.
Io sento, so, che i Suoi dubbi le fanno onore, che rappresentano la prova più evidente che in Lei c'è ancora molto di giusto, di onesto, di leale, che in Lei c'è un cuore ed una mente che rifiutano, che hanno orrore del male, della violenza e dell'ingiustizia.
Avverto la Sua solitudine, e ne soffro, persino Lei non può immaginare quanto. Ma La prego, nel momento in cui Lei si domanda che cosa è disposto a perdere, si ricordi che l'unica cosa veramente importante è non perdere se stessi.
Non permetta alle amicizie sbagliate dell'adolescenza (e neanche alle inimicizie di allora) di condizionare il Suo presente e soprattutto il Suo futuro. Lei stesso dichiara apertamente, in una frase estremamente rivelatrice, chi fra le persone che La circondano non è disposto a perdere, e quella frase che mi ha riempita di gioia Le fa davvero onore.
Non la rinneghi, quella frase, adducendo come scusa un attimo di deprecabile debolezza. Lei sa benissimo che le cose non stanno così, che non si tratta di debolezza ma soltanto del riconoscimento della verità.
La prego, rinneghi piuttosto, una volta per tutte, la parte peggiore di quello che è stato il Suo passato e che è ancora, in parte, il Suo presente. Mio zio Lucius, i suoi scellerati amici, i loro vigliacchi, avidi, bestiali servitori non meritano da Lei la qualifica di "amico".
Spero che i giorni di solitudine a Spinner's End Le siano stati utili a riflettere e ad accettare (non mi permetterei mai di usare la parola "capire") quella che è la decisione giusta da prendere. Una mente eccezionale come la Sua non ha bisogno di nulla, ma spesso il silenzio e la solitudine si rivelano più amici di quanto si possa ritenere. La scelta giusta, Lei l'ha già fatta nel profondo del suo cuore. Quelli che apparentemente sono dubbi, che Lei esterna, in realtà sono solo la voce della verità, della giustizia, dell'onore, che reclamano il loro posto.
Forse dovrà tenerla ancora nascosta, la Sua scelta, per la Sua incolumità e per meglio lottare contro i Suoi nemici. So che ha il coraggio, la forza, la determinazione per tutto questo, e che le Sue straordinarie competenze in campo magico Le saranno certamente di aiuto.
Io, anche se non sono più Sua allieva, mi sento fiera del mio Professore. Non le faccio gli auguri per domani, perchè so che non Le sarebbero graditi, ma Le assicuro, come sempre d'altronde, tutto il mio affetto e la mia stima.
Non ho mai nascosto di volerLe bene, anche se i compagni di scuola mi prendevano in giro per questo.
In fondo al cuore, ho sempre saputo di non sbagliarmi.
La prego, abbia cura di sè.
Anna Malfoy "
Più rileggo queste parole e più ne sono convinto: ha parlato con Silente. E forse anche con Narcissa. Dovrei circondarmi di barriere più forti. A volte vorrei semplicemente svanire.
Severus
Diario di Severus Piton
25 dicembre 1995
Spinner's End, h 22.41
Ho fatto una breve scappata a casa. Ho bisogno di una notte, una soltanto. Per pensare e scegliere. L'indecisione che ho avvertito nel momento in cui sono stato posto davanti a questa scelta mi ha fatto riflettere. Evidentemente mi sbagliavo. Sono stato un superficiale a pensare di aver fatto, una volta tanto, una scelta per la quale non avrei più avuto dubbi. O ripensamenti. E ora, eccomi qui, a chiedermi ancora da che parte stare. Ho fatto il doppiogioco a favore e sfavore di tutti...ma non posso continuare così. Questa guerra non continuerà in eterno ed è ora che io decida cosa sono disposto a perdere in attesa che tutto questo abbia una fine.
Ciò che vorrei, davvero, non è realizzabile. Ed è un pensiero così intimo che tento di nasconderlo anche a me stesso. Malamente. Ha volontà propria e prende il sopravvento gettandomi in una sconfinata solitudine. Chi sono pronto a perdere? L'amico che ho sempre avuto o quello che ho sempre desiderato? Non sono più un ragazzo e loro non esistono più. Devo smetterla di rincorrere quel sogno. La loro morte non ha cancellato l'invidia e l'ammirazione che provavo per loro. Perchè? Perchè loro continuano a vincere contro di me nonostante non esistano più?
Oggi sono stato costretto da Silente ad andare al cenone di Natale che Molly ha organizzato a Grimmauld Place. Tentavo di non darci importanza ma era difficile non notare il trio all'altro capo del tavolo: James Potter è stato sostituito degnamente dal figlio. Si potrebbe dire che quel trio non si sia mai sciolto. E per certi versi è rassicurante. Io...davvero non capisco perchè nonostante tutto loro abbiano un così alto valore nella mia vita. E vorrei capirlo. Dare una risposta a questo dubbio che ancora mi tormenta dopo quasi trent'anni. Bramo una risposta e allo stesso tempo la temo. Per questo ho evitato le attenzioni di Silente, a cui non è sfuggita la mia preoccupazione, e ho lasciato la sede prima di cedere alla tentazione di scambiare due parole con Remus. Ho sempre perso contro di loro...se rivelassi i miei dubbi renderei ancor più palese la mia sconfitta.
Non è già questa una risposta? Sono loro che non sono disposto a perdere. Non Lucius, non gli altri mangiamorte... Tuttavia, ciò che desidero non posso realizzarlo. Non so che fare, chi scegliere...
Severus
Diario di Severus Piton
13 dicembre 1995
Hogwarts, Ufficio, h 19.54
Natale si sta avvicinando anche quest'anno. Inesorabilmente. Mi è naturale evitare di pensarci ma questo, purtroppo, non basta ad impedire l'avvicinarsi delle feste. Gli ultimi giorni di scuola trascorrono con un soffio probabilmente a causa della frenesia che ha colpito tutti. Tranne me. Passo le giornate a gridare un po' di attenzione ma gli studenti sono più rimbecilliti del solito. Hanno lo sguardo perso nel vuoto, occhi luccicanti come palle di natale e l'espressione raggiante. Io stesso sto perdendo la voglia di risvegliare in loro un po' di diligenza.
Hogwarts sta cambiando, come ogni anno. Sono state appese le prime decorazioni e io trascorro le mie serate chiuso in ufficio a correggere compiti e temi con una tale fretta come se fosse questione di vita o di morte.
E in parte è così. Odio le feste.
Ma passerà anche questo Natale. Passerà Capodanno. E si ricomincerà con la solita routine. In fondo anche la festa di Halloween mi sembrava un ostacolo insormontabile. Non che sia stata una passeggiata. Sono riuscito ad evitare i preparativi offrendomi di gestire alcune cose a Grimmauld Place. La festa è stata meno snervante del previsto, forse perchè gli studenti erano troppo occupati ad assaltare il banchetto dei dolciumi. C'era anche Remus ma non ci siamo parlati molto. Del resto lui era più interessato alle barrette di cioccolato fondente che troneggiavano in un angolo della Sala Grande. Ci siamo incontrati nuovamente il mattino seguente quando mi sono lasciato alle spalle una Hogwarts ancora immersa nel sonno per dirigermi alla tomba dei Potter. Remus era già lì, inginocchiato accanto alla lapide. Non ho potuto tornare indietro perchè è stato lui a notarmi per primo. Sebbene per me sia il meno detestabile della banda non riesco mai a trovare un argomento di conversazione con lui. E' come se avessimo entrambi paura di rovinare la quiete che siamo difficilmente riusciti a creare...visti i nostri precedenti.
Ormai non nascondo più a me stesso l'invidia che provavo nei loro confronti. Nè la solitudine che ho provato nel momento in cui i loro rapporti si sono sgretolati. Sto male per questo...in parte perchè mi detesto, non vorrei sentire ciò che sento. Ma indubbiamente Remus sta male molto più di me. Non ho potuto fare a meno di osservarlo mentre eravamo davanti alla tomba... le lacrime trattenute lo facevano apparire ancora più vecchio.
Severus
Diario di Severus Piton
29 ottobre 1995
Hogwarts, Ufficio, h 14.00
Pessima giornata. E non ho speranze che in serata migliori.
Pare che ieri sera Pix abbia offeso pesantemente Mirtilla Malcontenta che ha pensato bene di rendere tutti partecipi del suo dolore scivolando di corridorio in corridoio a lamentarsi. Pix ha ribattuto aprendo tutti i rubinetti dei bagni. Risultato: alle prime luci dell'alba non si poteva muovere passo senza finire con i piedi a bagno.
Noi insegnanti, in vestaglia e pantofole, abbiamo dovuto correre a destra e manca per rassicurare gli studenti (come se non sapessero fare danni peggiori di Pix) e radunarli in Sala Grande. Gazza che è stato il primo ad alzarsi (solo perchè Pix lo aveva svegliato con un paio di caccabombe, come ci ha informato lui stesso poco dopo), nel tentativo di richiudere tutti i rubinetti dell'ultimo piano (l'acqua stava iniziando a colare dal soffitto) è scivolato giù dalle scale bagnate. Così mentre Silente e Minerva sistemavano i vari piani, Hagrid ha portato Gazza in Infermeria e io sono andato a dare un'occhiata agli studenti in Sala Grande.
Ognuno ha potuto tornare a letto proprio quando solitamente si raggiunge la Sala per la colazione. Silente ha convocato Pix in ufficio e Minerva ha dovuto consolare Mirtilla.
L'incidente non ha sminuito l'entusiasmo di Silente (Pix ha assicurato di aver aperto i rubinetti per inaugurare Halloween) che ha organizzato una riunione dell'ultimo minuto per discutere sulla festa di martedì. Il preside ha finalmente sputato il rospo dicendomi quello che non mi aveva detto la scorsa volta.
"Severus" ha esordito "Ognuno di noi deve dare il proprio contributo alla festa" (e ho intenzione di darlo: resterò a letto. Quale regalo migliore per i miei studenti?) "Ma lascerò a te la scelta"
Ecco cosa potevo scegliere: addobbare la Sala Grande (Vitious si è offerto volontario per addobbare il resto del castello ma mi ha assicurato di darmi una mano...) oppure organizzare la caccia al tesoro, Mi è stata rifiutata la richiesta di arbitrare la partita (chissà perchè) quindi ho scelto l'addobbo della Sala Grande. Farò una cosa orrenda di proposito (non che mi debba impegnare, in questo caso) così Vitious sistemerà tutto da solo.
Non ho invece trovato una soluzione al Ballo in Maschera. I miei colleghi non hanno capito che non ho interesse alla cosa perchè si sono limitati a consigliarmi dei travestimenti pensando che non abbia fantasia. Riporto i consigli più piacevoli. Lupin (dimenticavo che saranno presenti anche alcuni membri dell'Ordine) ha consigliato un costume da vampiro, Ninfadora si è limitata a rendermi nota la sua passione per i costumi da pagliaccio (in effetti le si addicono molto), Black si è offerto di prestarmi la sua vecchia divisa di Azkaban e Moody ha detto, con assai poca discrezione, che in fondo una maschera pronta già ce l'ho, nascosta in ufficio.
Amo Hogwarts ma a volte guardo Silente e mi chiedo con preoccupazione se dovrò stare qui fino a quando avrò la sua età.
Severus
Diario di Severus Piton
26 ottobre 1995
Hogwarts, Aula di Pozioni, h 9.31
Ho una mezz'ora libera prima che arrivino i primi studenti della giornata. Negli ultimi giorni non ho avuto la forza nè il tempo di scrivere gli ultimi sviluppi sulle questioni Lucius e Halloween.
Da dove iniziare? In entrambi i casi le notizie sono pessime. Comincio da Halloween, un fastidio che riuscirò a sopportare anche quest'anno.
E' probabilmente la festa che gli studenti amano di più quindi tutto l'entusiasmo di Silente sta trovando riscontro (ma lo troverebbe in ogni caso, basta che si tratti di festa e non di esami). Sto cercando di rammentare se io stesso da ragazzo trovassi così entusiasmante questa festa... ma ricordo solo che in questo periodo gli scherzi di Potter e banda a mie spese si triplicavano. Anche oggi come allora gli studenti pare abbiano saccheggiato le cucine dato che girano perennemente con qualche dolce in mano. A dire la verità questa è solo un'altra idea di Silente che, oltre ad aver tappezzato Hogwarts di decorazioni, ha posto vassoi di dolci in ogni angolo. Sto cercando di mantenermi calmo... almeno finchè non sentirò il rumore di trenta mandibole a lavoro nella mia aula.
Passiamo alle idee di Silente: oltre a quelle già citate ha organizzato un fitto programma per il 31 di Ottobre:
- colazione aperta fino alle 10 (per consentire ai nostri studenti, stanchi per il troppo studio, di poltrire più del solito)
- h 10.30 gita a Hogsmeade (probabilmente per assaltare Mielandia e Zonko)
- pranzo libero nel villaggio
- h 15,00 partita di Quidditch speciale (cioè giocheranno tutte le squadre)
- h 17,00 merenda in Sala Grande
- caccia al tesoro (ogni Casa dovrà trovare cinque oggetti nascosti all'interno di Hogwarts)
- h 20.00 cena in Sala Grande
- gli studenti potranno ritirarsi nelle loro Sale Comuni per prepararsi alla serata
- h 21.00 ha inizio il Ballo in Maschera nella Sala Grande.
Ora, io mi chiedo se Silente non sia davvero impazzito. Che senso ha tutto questo? Mi sto sforzando di pensare che se i miei studenti (intendo proprio quelli della mia Casa) sono felici io non mi devo preoccupare. E infatti non mi preoccupo, solo che mi sembra inutile tutta questa festa in pompa magna per un evento che capita ogni anno. Non sarà di certo una festa di Halloween che permetterà agli studenti di diplomarsi e farsi una vita dopo la scuola. Ma a quanto pare sono l'unico di questo avviso qui dentro. Quando Silente ha dato la notizia a noi professori, in Sala Insegnanti si potevano notare tante facce sorridenti tra cui la mia doveva senza dubbio spiccare palesemente. Ciò non ha impedito a Silente di continuare con fervore per la sua strada. Ho evitato di dire la mia per non sentirmi dire le solite battute. Non capisco come io sia riuscito a trattenermi, anche quando Silente ha concluso con il particolare più penoso di tutta questa faccenda: gli insegnanti sono tenuti a partecipare al Ballo in maschera. In maschera, ovviamente.
Credo che mi fingerò malato per quella sera. Anzi, mi ammalo veramente.
Passiamo a cose più serie. Lucius. Sono andato da lui sabato pomeriggio sul tardi. Non si aspettava la mia visita ma mi è sembrato contento di vedermi. Non quanto Narcissa però: mentre seguivo Lucius in sala è riuscita a bisbigliarmi all'orecchio una richiesta d'aiuto. Aiutarla a far rinsavire il marito. Mi bastò questo per capire che tutti i miei timori erano fondati. Ci servì con ostinazione un tè che Lucius tentò di rifiutare e ci lasciò soli. Lucius fece sparire tazze e teiera sostituendole prontamente con una bottiglia di Whisky Incendiario. Bevve due generosi bicchieri prima di aprir bocca. Immaginava il motivo della mia visita e cambiò subito discorso. Non ho fatto molta attenzione alle sue parole, non avevano importanza ai fini della mia visita. Era già buio pesto oltre i vetri delle finestre quando riuscii a fatica a riportare la discussione sulle sue intenzioni con gli altri Mangiamorte. Prima di quella visita la possibilità che Lucius potesse aspirare a prendere il posto del Signore Oscuro mi era sembrata così patetica. Eppure guardandolo negli occhi ho visto tutta la sua determinazione. Credo che non riuscirò a fargli cambiare idea e mi dispiace per Narcissa. Mi dispiace perchè dubito che Lucius possa davvero raggiungere il suo obiettivo e farà più male a sè stesso che ad altri. E ovviamente ci rimetterà anche Narcissa. E Draco. L'unica cosa che mi rassicura è che finchè il ragazzo resta a Hogwarts non può succedergli nulla.
Sento le voci degli studenti provenire dal corridoio. Proseguirò più tardi.
Severus
Diario di Severus Piton
20 ottobre 1995
Hogwarts, Ufficio, h 12.17
Venerdì. Oggi il Preside si è reso conto che mancano pochi giorni ad Halloween (non che sperassi che se ne rendesse conto prima) ma il suo cambiamento d'umore è preoccupante. Solo ieri sera, durante la riunione, aveva un'espressione più grave del solito. E stamani a colazione ha annunciato (con fin troppa enfasi) un cambiamento per il 31 ottobre. Una modifica del solito annuale banchetto. Minerva, io e gli altri insegnanti gli abbiamo rivolto uno sguardo confuso. Immagino che riceveremo maggiori particolari stasera per il consueto ritrovo in Sala Insegnanti.
Non credo che una notte possa cancellare così facilmente una preoccupazione. Probabilmente Silente pensa di usare l'arrivo di Halloween per distrarre gli studenti dagli ultimi avvenimenti. Non che io lo trovi necessario: da un pezzo i mangiamorte mancano di attaccare. Lucius e gli altri si aspettano molto da me ed è per questo che ho accettato di partecipare ad ogni riunione dell'Ordine a prescindere dalla presenza di Silente. Tuttavia Lucius ha cambiato tattica. Non so cosa gli frulli per la testa (e mi sono ripromesso, appena possibile, di andare da lui per indurlo a parlar chiaro) ma ha deciso di interrompere momentaneamente gli assalti. E in questo ha trovato tutti d'accordo, o quasi. Gli altri sono ben contenti di non correre rischi inutili dal momento che non abbiamo più un padrone per cui portare terrore. Greyback, invece, è di tutt'altra opinione. E' tornato la scorsa settimana dalla Germania (dove ha vissuto dopo la caduta del Signore Oscuro), venuto a conoscenza della ripresa attività dei mangiamorte. E' l'unico in grado di tener testa a Lucius. O meglio, è l'unico ad aver voglia di discutere. Per quanto mi riguarda, intendo approfittare di questo momento di "pausa" per chiarirmi le idee. Sebbene siano mesi che tento di farlo.
Talvolta, mi domando se le intenzioni di Lucius siano così modeste come noi tutti crediamo. Nessuno lo conosce meglio di me. Dubito che le sue azioni siano motivate da pura nostalgia del nostro Signore. Non avrebbe, altrimenti, tagliato la corda quando il Signore Oscuro cadde. Ma non intendo scrivere nulla a riguardo, non prima di aver affrontato l'argomento con lui.
Nel frattempo continuo la mia vita ad Hogwarts.
Severus